Sito Roccaromana
Albero Genealogico dei Paternò: Linee Antiche

Roberto Conte d’Embrun, appartenente ad un ramo della famiglia comitale di Provenza, ramo a sua volta dei Bellonidi sovrani di Catalogna (la casata portava lo stesso blasone della dinastia aragonese); si trasferisce in Italia all’epoca della conquista da parte dei Normanni attorno al 1060 (l’arma dei Paternò era insieme a quella di Ruggero d’Altavilla Gran Conte di Sicilia sulla facciata della Cattedrale di Catania, finchè i due blasoni andarono distrutti nel terremoto del 1693); Conte (o Signore) di Buccheri; secondo tradizione espugnò il fortilizio di Paternò, venendone poi infeudato e assumendone il cognome (nei documenti i prossimi discendenti appaiono come “de Partenione”, cioè  di Paternò).

 

A1. Costantino, Conte (o Signore) di Buccheri, appare anche come sottoscrittore nella Fondazione del Priorato di Piazza, fatta nel 1106 dal Conte Simone, figlio del Conte Ruggero I. Tuttavia, il duca di Carcaci sostiene la tesi che Costantino I abbia invece sposato Maria, Contessa di Paternò e che sia stato Costantino I e non suo padre Roberto a mutare il cognome in Paternò. La sua tesi poggia sul seguente ragionamento. Ricordiamo che Enrico del Vasto, scese in Sicilia per aiutare il cognato Gran Conte Ruggero che gli offrì in moglie la figlia Flandina, Contessa di Paternò, che era vedova da parecchi anni del Conte Ugone di Circea dal quale aveva avuto una figlia di nome Maria. Sappiamo inoltre che all’epoca delle nozze tra Enrico e Flandina, Maria dei Conti di Paternò, era già una donna di almeno diciotto anni. Ebbene, l’ipotesi è che suo marito altri non fosse che Costantino I, figlio di Roberto d’Embrun. Le date si trovano, e Costantino I, a solo 25 anni circa, aveva presso la Casa Sovrana Normanna una familiarità indubbiamente molto grande. Inoltre egli era già Conte di Buccheri, cosa per l’epoca non priva di significato. Il Duca di Carcaci, come anticipato, afferma inoltre che ad assumere per primo il nome di Paternò non sarebbe stato Roberto d’Embrun, ma suo figlio Costantino I. Se ciò fosse vero, Roberto I d’Embrun, arrivato in Sicilia, avrebbe continuato a chiamasi Barcellona, ma suo figlio Costantino Ianche se derivato dalle due importanti Case di Barcellona e di Provenza, stabilendosi definitivamente in Sicilia, avendo sposato un’importantissima Normanna, avrebbe preferito assumere il nome di costei per poterlo tramandare ai suoi discendenti. E poiché Maria era appunto Contessa di Paternò, nulla di più facile, sostiene il Duca di Carcaci, che Costantino I così fece. E ciò significherebbe anche che sarebbe stato Costantino I, e non suo padre Roberto d’Embrun, ad aggiungere la cotissa (cosa che per altro sostiene anche il Conte de Sexon - Rivista Araldica del 20 novembre 1930), perché sarebbe stato appunto lui a cambiare cognome e quindi a trovarsi nella necessità di segnalare la differenza fra la linea principale Barcellona e questa nuova derivazione Paternò (nota di Riccardo Paternò di San Nicola)

       = Olibria di Mongiolino, figlia di Artedoro Signore del castello di Mongiolino

 

B1. Roberto (vivente 1122/1143), Conte di Buccheri; appare sia in un documento del 1122 come firmatario di una donazione che il Conte Enrico, figlio del marchese Manfredi, fa al monastero di Santa Maria in Licodia (archivio benedettini Catania, 1,63 G, 1; Cfr anche regesto Ardizzoni), che in un documento del 1134 (pirri, sicilia sacra, not. I, p. 24) in una donazione che fa Adelicia, nipote del re Ruggero, con i propri figli Adamo e matilde Avenel, sua  nuora (matilde sposò infatti il figlio di Roberto II, Costantino II). Infine  egli appare in una bolla in lingua greca con cui il conte Simone, figlio del conte Enrico, con la contessa tomasia   e Guglielmo, figlio Eufemio, presenti gli arconti, i feudatari ed i bauli, fa una donazione a Geremia, abate del monastero si S.M. in Licodia. Questo diploma conserva ancora il sigillo del conte Enrico e fu redatto in Paternò il 5 agosto, VI Ind., anno del mondo 6651 (1143) e reca per prima la firma di Roberto Paternò (de Paternione) testor, poi di suo figlio Costantino de Paternione testor, un po’ dopo quella di Rogerius, filius comitis, testor; poi di Manfredus filius comitis, testor. Questi antichi documenti, sia detto per inciso, oltre a testimoniare la particolare vicinanza della casa Paternò a quella del Re Ruggero, hanno anche fatto supporre che ciò avveniva non solo perché i Paternò avevano un’importante ascendenza, ma anche perché erano parenti degli stessi Normanni ancor prima del matrimonio fra Costantino II e Matilde Avenel. Da cui, credo anche l’ipotesi del carcaci circa il matrimonio fra Costantino I e Maria di Paternò (nota di Riccardo Paternò di San Nicola)

              = ………..

            

              C1. Costantino († 8-IV-1168), Conte di Buccheri, Conte di Butera e Martana, e castellano di Paternò.

= Matilde d’Avenel (dell’Aquila), figlia di Rinaldo Conte di Avenel e di Adelicia d’Alife Contessa di Collesano (v.). Era una pronipote di Ruggero II Re di Sicilia.

 

                     D1. Ruggero (vivente 1193/1197), Conte di Buccheri, Signore di Mongiolino e Paternò.

                            = Gaudiosa, figlia di Matteo Bonello

                     D2. Simone († post 1197), Conte di Buccheri e Signore di Paternò, miles.

                             = ……..

 

E1. Federico, Conte di Buccheri e Signore di Paternò. Il feudo e castello di Buccheri furono dati a Federico Maletta nel 1257.

                                   = ……….

 

                                  F1. Gualterio, Barone del Burgio, Luogotenente del Maestro Giustiziere di Sicilia nel 1300 ca.

                                        = Polissena Maletta

 

G1. Benedetto († 1344), Barone del Burgio e Signore di Buccheri, Regio Milite, Cavallerizzo del Re Ludovico I di Trinacria.

                                               = Costanza degli Aniciti

 

H1. Nicola, Barone del Burgio e Signore di Buccheri dal 1344, 1° Barone del Pantano Salso, Camerlengo del Regno di Trinacria nel 1340.

                                                      = Falcona de Falconi

 

I1. Guglielmo (secondo altre fonti Giovanni) detto “il Vecchio”, Barone della Nicchiara investito nel 1392, Barone del Burgio investito nel 1393, Barone del Murgo dal 1398, Maestro Razionale del Regno di Sicilia a vita dal 1397, Vicario Generale del Regno di Trinacria dal 1398, Barone del Pantano Salso e Signore di Buccheri.

                                                           = Sibilla Spadafora

 

J1. Nicola detto “il Maggiore” († 1428), 1° Barone della Floresta investito il 26-III-1399, Barone della Terza Dogana dal 1423.

a) = Alvira Reggio (al loro matrimonio intervenne la Regina Maria di Sicilia, che donò un medaglione gemmato con il ritratto di Martino d’Aragona)

b) = Caterina Lancia

 

K1. [ex 1°] Benedetto, 2° Barone della Floresta (investito nel 1435).

       = Margherita di Taranto

 

       L1. Carlo, 3° Barone della Floresta (investito nel 1453).

             = Isolda Campsore

 

M1. Beneditello († 1483), 4° Barone della Floresta (investito nel 1472), Barone del Castello di Catania e delle saline di Nicosia (investito nel 1473). Istituisce erede il nipote figlio della sorella.

             M2. Margherita

                     = Tommaso Tornambene

 

       L2. Pietro detto “il Vecchio”

              = ………..

 

             M1. Guglielmo

 

K2. [ex 1°] Antonio, per i suoi discendenti v. Baroni della Terza Dogana

K3. [ex 1°] Jayme, Vescovo e Abate di Agyra.

K4. [ex 2°] Mazziotta († in battaglia 1439), Cavaliere dell’Ordine di San Giovanni di Gerusalemme.

K5. [ex 2°] Isabella

       = Giovan Francesco Viperano

K6. [ex 2°] Miuzza

K7. [ex 2°] Carlo, Cavaliere dell’Ordine di San Giovanni di Gerusalemme dal 1454.

K8. [ex 2°] Paolo

       = Germana Guerrera

 

       L1. Giovanni Antonio, Almirato e Maestro Portulano di Catania.

              = …………..

 

             M1. Alvaro

                    = Laura, figlia di Aluisi Paternò di Sperlinga e di Lucrezia Ventimiglia (v.)

 

                     N1. Giovanni Battista

                            = Caterina Gaetani

                     N2. Giovanni Francesco

                            = ………..

 

                            O1. Orteca

                                   = Carlo Rosso Barone di Xirumi

                            O2. Una figlia

                                   = …… Riccioli

 

                     N3. Ursilico, gesuita con il nome di Girolamo.

 

M2. Giovan Filippo, nel 1530 ebbe il compito, dall’Imperatore Carlo V, di consegnare l’isola di Malta ai cavalieri del celebre Ordine.

                     = Giovanna di Fimia

 

                     N1. Caterina

                            = 1536 Petruccio Paternò 3°/7° Barone d’Aragona (v.)

 

K9. [ex 2°] Agnese, monaca benedettina.

K10. [ex 2°] Salimbene

K11. [ex 2°] Damiano

 

                                                           J2. Benedetto, capostipite dei Baroni di Pantano Salso

                                                           J3. Gualterio, capostipite dei Baroni di Burgio e Imbaccari

                                                           J4. Marco

                                                           J5. Alberico, Giureconsulto a Catania nel 1430.

                                                                 = Agata Asmari

 

                                                                 K1. Bernardino, Vescovo di Malta dal 1445.

 

                                               H2. Brigida

                                               H3. Enrico, Pretore di Palermo nel 1377.

                                               H4. Andrea († 1412), monaco della Cattedrale di Catania nel 1398, Priore di Sant’Agata di Messina.

 

                                        G2. Agata, attorno al 1300 fonda il monastero della SS. Trinità a Catania.

                                        G3. Rainero, Regio Milite nel 1314.

                                               = …………

 

                                               H1. Gualterio, Regio Milite.

                                                      = 1338 Imperiale degli Aniciti

 

                                                      I1. Giovanni, Giudice a Catania nel 1398.

                                                           = Lisabetta de Soris

 

                                                            J1. Cesarea

                                                            J2. Sibilla

                                                            J3. Antonio

 

                                                      I2. Niccolò († post 1368), Regio Milite.

                                                            = Giovanna Filingeri dei Baroni di San Marco

 

F2. Matteo, Giudice a Catania nel 1301 e 1306.

                                         = …….. de Parisio

F3. Enrico († post 1270).

F4. Giovanni († post 1273), monaco della Cattedrale di Catania.

F5. Simone († 1279), monaco della Cattedrale di Catania nel 1267.

F6. Giacomo († 1310), Priore della Cattedrale di Catania.

F7. Cipresso, combattè per Giacomo II Re d’Aragona e andò in Spagna. Diede origine a una linea catalana estinta nel XVII secolo. Si ricordano: Ximene che, come riporta il Mugnos, ottenne per la famiglia Paternò il perpetuo dominio di Minorca; Hug che fu Ammiraglio della Grande Armata; Sancho che ebbe un rilevante ruolo nella battaglia di San Miguel contro il Re di Castiglia; un secondo Cypres, che l’11 febbraio del 1453, a Zaragoza, tenne al Sacro Fonte l’Infante Ferdinando, divenuto poi Re Cattolico; Gonzales de Paternoy, che nel 1502 sposò Isabella d’Aragona, pronipote del Re Giovanni II. Ai membri di questa linea fu inoltre accordato un particolare privilegio, quello di non potere essere mai sottoposti a pena di prigionia o di morte, se non per reati contro la fede Cattolica o contro il Re.

 

                            E2. Roberto († 1219), Priore di Centuripe dal 1216.

                            E3. Stefano († post 1233), Abate di Santa Maria di Valle Josaphat.

                            E4. Tommaso

                                  = Miuccia Maletta

 

                                  F1. Olivella

                                        = 1297 Enrico Grimaldi dei Signori di Monaco

 

                     D3. Giovanni († post 1191), sacerdote.

                     D4. Guido († post 1197), sacerdote

 

       B2. Alberto († post 1122), menzionato nel diploma del 1122 insieme al fratello.

 

A2. Gualterio, Arcivescovo di Palermo, fu il secondo di questa sede. Secondo il Duca di Carcaci, nel 1083 Papa Gregorio VII spedì a Gualterio una bolla in cui confermava le antiche prerogative e privilegi della diocesi di Palermo.

A3. (incerto) Guglielmo

 

 

© Davide Shamà